Quante volte abbiamo sentito nostra madre ad imprecare perché passavamo troppe ore davanti ad un videogame, la classica disputa genitore/figlio dove ne sono state dette tante di soluzioni, di regole, ma alla fine ogni tentativo di limitazione e controllo si sono dimostrati vani.

E’ di ieri la notizia secondo la quale il territorio Cinese ( non certo un esempio di libertà nel mondo) avrebbe deciso di tagliare direttamente la testa al toro, avviando una stretta sulla regolamentazione dei videogiochi imponendo ai giovani che da ora si potrà giocare solo 1 ora  al giorno, dalle ore 20 alle 21, dal venerdì alla domenica, per un totale di tre ore alla settimana.

Una cosa assurda, ma comunque non insolita in un paese dove le libertà personali sono appannaggio di interessi politici e conservativi, dove il proibizionismo viene vissuto più come un elemento educativo che una minaccia alle libertà personali.

Loro comunque spiegano questa regola introdotta come in risposta alla crescente preoccupazione per la dipendenza da videogiochi, cui le autorità cinesi riconducono comportamenti criminali e problemi di salute fisica e mentale per via del tempo speso davanti allo smartphone. Come spiega la National Press and Public Administration.

“l’ordinanza è stata introdotta per un’efficace prevenzione della dipendenza dei minori dai giochi. In questo modo, sarà protetta la salute fisica e mentale dei più piccoli”.

Anche Tencent aveva già introdotto una settimana fa il primo COPRIFUOCO VIDEOLUDICO a favore dei minori, sfruttando il riconoscimento facciale dalle ore dalle ore 22 alle 8 del mattino per chiunque giocasse in quella fascia oraria, dove si chiedeva di farsi riconoscere sottoponendosi alla SCANSIONE DEL VISO per accertare la propria identità; se risultava minorenne, il gioco passava automaticamente in modalità offline.

La Cina usa il riconoscimento facciale per impedire ai minori di  videogiocare dopo le 22 - Tech

In effetti se ci pensiamo bene già nel 2018 si parlava di questa eventualità, in particolare dell’utilizzo delle fotocamere degli smartphone volte a riconoscere le età degli utenti per limitare l’uso dei videogiochi, ora a quanto pare pronta per diventare realtà.

Del resto il potere di TENCENT è tentacolare in tutto il mondo, dove grazie alla potenza delle sue acquisizioni ed investimenti, ricordiamo i finanziamenti concessi a Epic Games, i creatori di Fortnite, Ubisoft o Activision Blizzard, in cui è azionista di minoranza, investendo solo nel 2021 in ben 62 grandi aziende videoludiche, controllando la proprietà di TikTok, tramite la stessa ByteDance dal 2018, finendo con il possedere anche la nota WeChat.

Si potrebbe continuare ancora ancora, ma crediamo che questo vi possa bastare per capire l’enorme potere trainante che TENCENT e la stessa Cina potrebbero far cadere sul mondo intero.

Dunque se da una parte il problema della DIPENDENZA DA VIDEOGIOCHI potrebbe essere un reale problematica tra i più indifesi come i minori, dall’altra siamo davanti ad un controllo assoluto dove in mezzo ci sono proprio i nostri figli!

Sempre TENCENT in questo periodo ha rilasciato anche interessanti numeri, dove sembrerebbe che

 “Fino a giugno 2021, ogni giorno una media di 5,8 milioni di account ha innescato la verifica del riconoscimento facciale: il 91,4% degli account nel processo di login è stato incluso nel programma anti-dipendenza a causa del rifiuto o mancata verifica. Inoltre ogni giorno ci sono 28.000 account che hanno richiesto un pagamento: di questi sono stati bloccati l’87% degli account”.

Sappiamo benissimo che un tale controllo sarebbe illegale sul nostro territorio, dove a difesa dei diritti personali e delle libertà di scelta si aprirebbe un crociata con caccia all’untore, ma la soluzione in questa nuova epoca secondo voi quale sarebbe?

A parte l’invasione della Privacy le aziende videoludiche, che con i minori fanno AFFARI D’ORO, da che parte si schiererebbero?

Ci è sembrato doveroso riportare la notizia e i dati sopra elencati per consentire ad ognuno di voi di poter discutere, su un problema reale che in molti casi risulta presente anche nelle vostre famiglie.