Con qualche giorno di ritardo, oggi vi parlo della mia esperienza (con considerazioni) circa quell’emblematico finale di Final Fantasy VII Remake.

Vi raccomando la lettura solo dopo aver completato il Remake, perché da qui in poi l’editoriale sarà costellato da spoiler circa il capitolo 18 e altre parti di gioco. Sul fondo invece, si parlerà di una teoria altrettanto spoiler in merito ad alcune parti dell’originale Final Fantasy VII. Tutti pronti?

Partiamo da presupposto che tutti sapevamo quando Final Fantasy VII Remake si sarebbe concluso: anche nel retro della cover si parla dell’arco narrativo proposto, quindi non ci stupisce molto “quando“, bensì “come” è stato trattato tale finale.

Il capitolo 18 pensato da Nomura e da Square Enix in generale vuole proporre qualcosa di epico, complesso e contorto allo stesso tempo. Siamo fuggiti dalla ShinRa ed i Numen (o custodi del destino) vogliono indirizzarci verso un fato ben preciso: Meteor deve necessariamente cadere, radere al suolo Midgar e porre fine all’umanità esistente.

Giustamente Cloud e compagni non accettano tale possibilità, volendo cambiare le cose, ma qui mi sorgono le prime domande: quindi era già scritto nel destino che i nostri sforzi fossero vani? L’umanità avrebbe dovuto avere fine a prescindere da ciò che sarebbe avvenuto dopo la fuga da Midgar? Se Cloud e compagni non avessero intaccato il corso del fato, cosa sarebbe successo ad una presunta “timeline originale”? Avrebbero mantenuto la continuità con la vicenda originale, o Square Enix sta cercando di dirci che i Numen avrebbero protetto Sephiroth e quindi i suoi piani per Gaia?

Il multiverso di Final Fantasy VII?

Proseguo verso una sorta di dimensione parallela di Midgar: mentre affrontiamo il Custode del Destino per eccellenza, vengono lanciate dritte contro i nostri alleati delle visioni: pezzi di storia palesemente copia-incollati da Advent Children.

Qui inizio ad avere veramente paura per una frase detta da RED XIII, dopo la visione di sé stesso mentre corre nelle lande sterrate oltre Midgar, assieme a dei cuccioli. La traduzione italiana è stata: “Ci mostrano il futuro che stiamo cercando di impedire”. Allo stesso modo, la traduzione letterale dal doppiaggio inglese è: “Uno scorcio del domani, se falliamo oggi”.

La scena completa dal film, che nel finale di Final Fantasy VII Remake vediamo per pochissimi secondi

Pertanto, in questa timeline, le vicende di Advent Children non sono mai avvenute!?

Certo, questa “seconda timeline” non viene del tutto stravolta: la presenza di Meteor è incombente (nelle visioni), così come la morte di Aerith (giustamente frammentata e ben palesata per non destare alcun genere di spoiler… anche se tutto ora è possibile). Ma poi appare lui, l’antagonista per antonomasia. Sephiroth.

Su questo non c’è molto da discutere: probabilmente gli autori hanno voluto dare una boss fight finale epica agli utenti, che destasse l’interesse di novizi e veterani nella Compilation of Final Fantasy VII.

Inoltre, ricordiamoci la storica frase di Advent Children: “I will never be a memory”. Egli non sarà mai solo un ricordo. La presenza di Sephiroth e la sua aura di malvagità saranno per sempre una costante nella lore di Final Fantasy VII, che ci piaccia o meno. E nel finale del Remake, con la battaglia e la conseguente scena tra Cloud e il SOLDIER Leggendario, è stato ben ribadito.

Il passato viene intaccato: creata la terza timeline

É necessario porre attenzione quando si “gioca” con la linea del tempo: è facile incombere in discordanze e discontinuità nella narrazione, per questo mi lascia un po’ a bocca aperta quanto deciso da Square Enix.

Alla fine degli ardui scontri tra Il Custode del Destino, Sephiroth e compagni, vediamo Zack Fair vivo dopo la difficile battaglia contro un plotone di soldati della ShinRa, avvenuta in un tempo antecedente ai fatti narrati nel gioco.

Ma lo sappiamo bene tutti cosa accadde negli avvenimenti originali…

Nel remake, però, mentre ce ne andiamo verso l’ignoto, Zack Fair gravemente ferito ma vivo e un giovane Cloud ancora incosciente e trasportato dall’amico verso Midgar passano al nostro fianco. E forse Aerith li ha percepiti.

Siamo quindi di fronte alla terza timeline!?

Nel corso della storia (cinematografica), ci è stato insegnato che il tempo può essere visto in due variabili: una “modificabile” (torno indietro nel tempo e modifico il futuro – Ritorno al Futuro) e una statica, “ineluttabile” (torno indietro nel tempo e creo una nuova linea temporale che non intacca gli avvenimenti originali, i quali continueranno a ripetersi – Avengers: Endgame).

Cosa sceglieranno in questo caso gli autori?
Proseguiremo sulla falsa riga del Final Fantasy VII originale oppure incontreremo Zack nel corso delle nostre avventure oltre Midgar? In tal modo, è ancora possibile parlare di destino obbligato per Aerith? O per Sephiroth?

Posso presupporre che sceglieranno di mantenere le timeline separate per far collimare solo alcuni punti salienti nelle prossime parti. Ciò viene confermato da un semplice indizio: il design di Stamp, il cagnolino utilizzato come mascotte dalla ShinRa per promuovere le proprie operazioni.

Esso muta dopo il finale a cui abbiamo assistito e nella timeline in cui Zack è vivo, pare molto diverso. Non è casuale quel pacchetto di patatine al vento con il logo di Stamp.

Stamp come viene proposto nella timeline del Remake
Stamp come viene proposto nel finale, con la presunta terza timeline

Non dimentichiamo, inoltre, che nella seconda timeline proposta dal remake, Wedge e Biggs sembrano apparentemente vivi. Si hanno dei dubbi circa Jessie, la quale non viene mostrata, ma si scorge parte del suo equipaggiamento sul comodino vicino a Biggs, ferito nel letto della Casa Verde del Settore 5. Come inciderà la loro presenza sul futuro? AVALANCHE avrà un ruolo più attivo nelle prossime vicende?

Infine, cosa rappresentano i Numen in questa timeline?

Avete notato che, dietro ad un Numen o subito dopo l’apparizione di Sephiroth, un uomo con un numero tatuato sul braccio appare dinnanzi a noi? Dovreste aver già incontrato il primo nel corso del Capitolo 3.

Essi potrebbero essere il risultato di alcuni NPC presenti nel titolo originale, i quali assumono un ruolo centrale nel remake. Nel settimo capitolo della Fantasia Finale, qualora entriate in un cubicolo a tubo prima del Wall Market, troverete un personaggio emblematico che viene dichiarato “malato” da Aerith. Non potrete curarlo in alcun modo e solo più avanti nel gioco scoprirete che egli è un ennesimo clone di Sephiroth.

Ulteriori cloni di Sephiroth appariranno nel corso del gioco, tutti muniti di un tatuaggio su una parte del corpo. Vi ricorda nulla?

Credo che i Numen e le copie di Sephiroth siano legati indissolubilmente fin dalle prime fasi di gioco del remake, in un modo che Square Enix vuole spiegarci velatamente per introdurci a qualcosa di più grande che potrà avere adito solo nelle parti in uscita nei prossimi anni. Ma questa è una teoria del tutto personale.

Detto ciò, cosa ne pensate del finale di Final Fantasy VII Remake? Quali sono le vostre teorie in merito? Final Fantasy VII Remake è disponibile in tutto il mondo per PlayStation 4. Qui potete trovare il trailer finale del gioco.