Masahiro Sakurai, creatore della serie di Super Smash. Bros., ha dedicato il suo spazio sull’ultimo numero di Weekly Famitsu alla spiegazione di come il COVID-19 ha influenzato l’industria videoludica in Giappone.

In circa tre paragrafi, Sakurai ha elencato fatti di cronaca globale, come il numero di morti, il dichiarato stato di emergenza nella prefettura dell’Hokkaido, le mascherine e la carta igienica esaurite in tutto il Giappone per finire con concerti ed eventi che sono stati annullati.

Nello specifico, Sakurai si concentra su come l’emergenza attuale abbia colpito l’industria videoludica Giapponese: lavorare a casa non è poi così facile come sembra.

“É un tipo di lavoro estremamente riservato e le persone non possono prendere il materiale di sviluppo e portarlo a casa con loro: in questo modo, il lavoro non può progredire”

La paura è che segreti e materiale confidenziale possano divenire di dominio pubblico. Ma non è l’unico fattore che sta caratterizzando il lavoro nell’industria videoludica.

“I viaggi di lavoro sono stati limitati e in particolar modo, viaggi in posti molto lontani sono stati bocciati. Ad esempio, il Quartier Generale di Nintendo è a Kyoto” e attualmente Sakurai è fermo a Tokyo.

“Allo stesso modo, visitare altre compagnie è diventato molto difficile. Io personalmente avevo preso un impegno circa la presentazione di un nuovo combattente ad un publisher, ma ho dovuto posticipare l’evento data la mancanza del personale necessario.”

“Inoltre, se qualcuno dovesse risultare positivo nell’edificio, lo stesso verrebbe completamente blindato e la produzione di videogiochi cesserebbe”. Insomma, le cose non possono muoversi come di consueto in Giappone, considerando che Sakurai aggiunge: “se presentassimo ora un nuovo combattente, è alta la probabilità che lo sviluppo non possa avvenire come di consueto. Il coronavirus ha gettato un’ombra sull’industria videoludica”

Fonte: Kotaku