All’interno delle storie che abbiamo sempre vissuto all’interno dei videogiochi, abbiamo sempre visto eroi che sconfiggono il male dopo aver superato numerosi pericoli e diverse insidie, riportando così la pace e la serenità nel mondo.

Il male viene spesso rappresentato tramite un’entità, un personaggio, un demone; insomma in un qualcosa che possiamo agevolmente identificare ed al quale possiamo imputare tutte le difficoltà che i nostri eroi affrontano nel corso delle loro avventure.

Ma questi “cattivi” sono davvero il male assoluto?
Cioè, agiscono “semplicemente” per pura malvagità oppure hanno delle motivazioni comprensibili (comprensibili, non condivisibili, badate bene), e che quindi li elevano ad essere a volte personaggi meglio caratterizzati dei vari eroi che di volta in volta impersoniamo?

Oggi come avrete capito parleremo di loro, i cattivi, cercando di scavare nel loro animo per capire quanto alle volte certi personaggi siano profondi ed impressionanti.

Siete pronti a conoscere il “lato oscuro” da un altro punto di vista?

“Sono un cattivo, ho una storia anch’io.”

Tra tutte le avventure più epiche che si siano mai vissute all’interno della storia del gaming come non citare la saga di Final Fantasy?
All’interno dei vari capitoli abbiamo visto i più disparati cattivi, spinti da vari bisogni e motivazioni.

Ma chi possiamo citare?
Gli esempi sarebbero troppi, ma ne sceglierò due in particolare, che possano esprimere al meglio quanto il confine tra male assoluto e “male comprensibile” sia alle volte più sottile del previsto.

Vi parlerò quindi di Kefka Palazzo, antagonista di Final Fantasy VI, e di Ardyn Izunia, villain di Final Fantasy XV.

Kefka Palazzo disegnato dall’artista Yoshitaka Amano

Kefka Palazzo è molto probabilmente (secondo il mio parere) il miglior villain della saga (che non me ne abbia Sephiroth).
Crudele e spietato, il suo iconico aspetto da pagliaccio unito alle sue battute ed alla sua risata isterica lo hanno reso una vera e propria icona di malvagità all’interno del mondo dei videogiochi.

Fan art di Kefka Palazzo

Abbandonato dai suoi genitori subito dopo la nascita, viene accolto ed avviato alla vita militare dall’Imperatore Gestahl e da Cid del Norte Marquez.
Nonostante dimostrasse già una forte fragilità mentale fin dall’infanzia (Kefka ha infatti una strana ed inquietante ossessione per gli specchi e per le bambole), nel corso della sua vita Kefka arriverà a diventare uno dei migliori ufficiali dell’esercito imperiale anche grazie ai suoi metodi disumani (Kefka infatti arriverà ad avvelenare le acque del regno di Doma pur di vincere rapidamente, traendo addirittura godimento dalle urla di dolore disperate da parte della popolazione).

“Non c’è musica migliore di centinaia di voci che urlano di dolore all’unisono!” (Cit. Kefka Palazzo durante l’avvelenamento delle acque del regno di Doma) – (Screenshot della versione mobile di Final Fantasy VI)


Nel corso della storia del gioco arriverà ad accumulare talmente tanto potere da diventare un vero e proprio dio, aggiungendo così tra le sue smanie anche il delirio di onnipotenza.

“Possiedo il più grande potere che sia mai esistito! Non siete altro che del fango che sporca le suole delle mie scarpe.
O della fanghiglia sul fondo di quel fango!”

Cit. Kefka Palazzo

Artwork di Kefka Palazzo durante la sua trasformazione in Dio del mondo in rovina

Insomma, converrete con me che un tale personaggio sia fuori come un balcone (ed è pure riduttivo dire così), e che la sconfitta di tali personaggi possa solo che essere un bene che non lascia nessuno spazio alla riflessione ed alla comprensione delle sue motivazioni.

Il tema musicale di Kefka

Ma davvero possono esistere personaggi che, nonostante i loro intenti malvagi abbiano almeno un minimo di “giustificazione” sul perché commettano certe azioni?

Qua vi voglio citare l’esempio di Ardyn Izunia, antagonista principale dell’ultima fantasia finale di Square Enix, ovvero Final Fantasy XV.

Artwork di Ardyn Izunia

All’inizio del gioco Ardyn sembra quasi voler aiutare Noctis ed i suoi compagni di viaggio, e svelerà le sue vere intenzioni lungo il corso dell’avventura, arrivando a svelare che il suo intendo è quello di sconfiggere l’erede del trono di Lucis.

Screenshot del gioco in cui si vede Ardyn affrontare Noctis durante lo scontro finale del gioco

Ma tutto quest’odio da dove deriva?
Per rispondere a questa domanda bisogna scavare nel passato di Ardyn, visto che uno dei difetti del gioco (nella sua versione base) è quello di essere pieno di buchi di trama, e che molte delle sfaccettature mancanti le si ritrovano nel film di Final Fantasy XV, “Kingsglaive”, oltre che dagli artwork ufficiali rilasciati da parte di Square Enix.

Locandina del film “Kingsglaive”

Il vero nome di Ardyn Izunia è Ardyn Lucis Caelum, primo re del regno di Lucis, scelto dai Siderei per sconfiggere il male che attanagliava Eos (il mondo in cui è ambientata la vicenda di Final Fantasy XV), la “Piaga delle stelle”.
Questi dei diedero ad Ardyn un potere tale da essere visto dalla gente del regno come un vero e proprio salvatore, acclamato ovunque esso si recasse.

Artwork ufficiale in cui si vede Ardyn acclamato dalla sua gente

Sento già qualcuno di voi dire: Ma come? Un personaggio simile che diventa un cattivo? Ma perché?

Un attimo di pazienza e ci arriveremo.

Come spesso accade, quando qualcuno è così in vista e ben voluto, qualcuno potrebbe provare invidia per tutto ciò, ed è proprio l’invidia che porterà allo stravolgimento l’esistenza di Ardyn.

Artwork del gioco con un primo piano di Ardyn

Il re Izunia (descritto dallo stesso Ardyn come “re non ancora scelto dal cristallo) iniziò ad accusare Ardyn di essere un mostro, riuscendo addirittura a far dubitare del “Salvatore” la stessa gente che fino a poco tempo prima lo acclamava,arrivando successivamente a farlo addirittura condannare a morte.

Un artwork ufficiale che raffigura Ardyn durante la sua prigionia

Tuttavia, a causa di tutto il male assorbito per salvare la gente della sua terra, Ardyn non verrà accettato nel Regno Astrale, diventando così un essere immortale che continuò a vagare per numerosi anni su Eos e che giurò vendetta a coloro che per lui erano i “veri usurpatori” del suo trono.

Ardyn seduto sul trono di Lucis

Per quanto Ardyn diventi nel corso dell’avventura malvagio e machiavellico, sfido chiunque di voi a non avere un minimo di comprensione nelle motivazioni che hanno spinto Ardyn a tentare di compiere una vendetta tale.

Il tema musicale di Ardyn

Gli esempi di malvagità all’interno dei videogames sono davvero tantissimi, e se ne potrebbe parlare per intere giornate, ma vorrei citarvi altri due esempi che mostrano ancora una volta come la cattiveria possa essere di tanti tipi (e qualche volta pure comprensibile come nel caso di Ardyn).

Per presentare il prossimo villain dobbiamo fare un altro salto nel passato, per la precisione nel 1998, data in cui il genio di Hideo Kojima partorì uno dei giochi più belli che siano mai esistiti, ovvero “Metal Gear Solid”.

Ricorderete sicuramente le avventure di Solid Snake nell’isola di Shadow Moses, ma chiunque abbia vissuto questa esperienza non può non ricordarsi di lui, Psycho Mantis!

Screenshot di Metal Gear Solid in cui appare per la prima volta Psycho Mantis

Personaggio unico nel suo genere, grazie alle proprie doti psichiche, al suo aspetto inquietante e al suo particolare modo di “eludere” l’interfaccia uomo-macchina, Psycho Mantis è stato ed è spesso citato dalla critica e dal pubblico come uno dei migliori e più originali cattivi della storia dei videogiochi.

Non tutti magari si ricorderanno del suo background biografico, che spiega le sue origini e del perché Psycho Mantis sia considerato un villain di tutto rispetto.

Psyco Mantis nasce in un piccolo villaggio dell’allora Unione Sovietica, ma sua madre muore per metterlo al mondo.
Per questo motivo suo padre inizierà a covare rancore nei confronti del figlio, a tal punto di desiderare di ucciderlo.
Psyco Mantis un giorno scoprì i suoi poteri riuscendo casualmente a leggere nella mente del padre, e scoprendo i suoi reali intenti lo uccise, ma i suoi poteri erano talmente forti che oltre a suo padre uccise l’intero villaggio.

Reclutato successivamente nel KGB per via delle sue abilità, venne impiegato per entrare nelle menti dei vari sospettati di turno, e questa cosa a lungo andare compromise la sanità mentale del giovane Psycho Mantis, facendolo successivamente approdare al gruppo capeggiato da Liquid Snake, FOXHOUND.

Lo scontro con Psycho Mantis in Metal Gear Solid (1998)

Che ne pensate? Dite che le azioni di Psycho Mantis siano dettate da una follia pura e cieca come quella di Kefka Palazzo, oppure le sue azioni sono “comprensibili” come quelle di Ardyn Izunia?

L’ultimo esempio che vorrei citarvi è quello di un villain preso in prestito dal mondo cinematografico, ma che è apparso in numerosissime occasioni anche nel mondo videoludico, diventando nel corso degli anni una vera e propria leggenda.

Sto parlando di Anakin Skywalker, il bambino che divenne jedi, colui che era il prescelto, colui che si unì ai Sith invece che sconfiggerli, colui che avrebbe dovuto portare equilibrio nella forza e non lasciarla nelle tenebre… vi parlerò di DARTH VADER!!!

Artwork raffigurante Anakin Skywalker

Parlare di Anakin “Darth Vader” Skywalker non è semplice, quindi vi riassumo brevemente la sua storia.

Anakin è un giovane schiavo che vive insieme alla madre sul pianeta Tatooine, e viene casualmente trovato da Obi-Wan, il quale rileva in lui una grande forza interiore.
Iniziato all’addestramento da jedi, si innamora della senatrice Padme e con la quale si unisce in matrimonio.
Cede al lato oscuro della forza nella speranza di salvarla, dannando così per sempre la sua esistenza.

Il momento in cui Anakin cede al lato oscuro della forza (La vendetta dei Sith – 2005)
La “nascita” di Darh Vader (La vendetta dei Sith – 2005)

Anakin ha ceduto per amore, dannando quindi la sua anima, trovando redenzione soltanto nella morte (iconica la scena in cui si riconcilia con il figlio Luke).
È quindi anche lui “comprensibile”? Anche Darth Vader ha quindi si sbagliato, ma perché mosso da un qualcosa di importante come l’amore per la sua donna?

Il tema della “Marcia imperiale” con alcuni spezzoni in cui appare Darth Vader

Questo editoriale ha preso necessariamente soltanto alcuni esempi, perché tanti sono i tipi di cattiveria.
Alcuni sono puro odio e rancore verso qualcosa, altri invece sono mossi da un minimo di motivazione (ribadisco il concetto che comprendere è diverso dal condividere).

Spero che queste osservazioni non vi abbiano annoiato, e che da oggi possiate essere più riflessivi nel giudicare anche il “lato oscuro della forza”.

Un abbraccio a tutti voi <3

“Vi sono uomini che non hanno mai ucciso, eppure sono mille volte più cattivi di chi ha assassinato sei persone.”

Cit. Fëdor Michajlovič Dostoevskij