Se c’è qualcosa che accomuna tutti gli esseri umani è proprio lei, la morte, quel fatto ineluttabile che prima o poi tutti gli esseri viventi dovranno affrontare.

Tutti noi, almeno una volta nella vita, ci siamo dovuti confrontare con essa, per la morte di un familiare, di una persona cara, di un animale domestico…

Ma la morte è necessariamente la perdita “fisica”?
O può anche essere un evento terminale e conclusivo di un qualsiasi evento della vita, come una separazione, la perdita del lavoro o altri eventi definitivi?

La morte personificata

Ma quello di cui vorrei discutere con voi è il come questo concetto sia affrontato all’interno dei videogiochi, vorrei farvi vedere in quanti modi questo evento della vita lo si possa trovare anche nelle opere videoludiche.

La schermata di game over della serie di Dark Souls

Ma qual è il primo esempio di “morte” che si può fare all’interno dei videogiochi?

Ma è facile, il GAME OVER!!!

La schermata di game over di Super Mario Bros. per NES (1985)

Il termine “game over” è stato molto probabilmente il primo incontro con il concetto di morte che molti gamer abbiano mai incontrato.
Il termine game over è un’espressione della lingua inglese traducibile come “gioco concluso”, ed appariva spesso proprio quando il giocatore falliva l’obiettivo, “moriva”, terminava la sua esperienza in quella singola partita.

Ma facciamo un salto in avanti e andiamo a vedere come molti personaggi sono “andati oltre”.

Sono dell’idea che il peso di una morte dipende da diversi fattori.
Dipende chi muore, come muore, per che cosa muore…
Insomma, la morte in se provoca certamente una reazione, ma non tutte sono uguali se pur tutte raggiungono lo stesso fine, ovvero quello di determinare una fine.

In quanto opere dedite all’intrattenimento, le morti rappresentate nei giochi sono spettacolarizzate, e rappresentano momenti importanti all’interno della trama dell’opera che si sta raccontando.

La prima morte “vera” che ho avuto modo di vivere e comprendere è stata quella di Aerith in Final Fantasy VII.

Aerith Gainsborough (Final Fantasy VII Remake)

Aerith viene trafitta da Sephiroth mentre cercava di attivare Holy, che era l’unica speranza di salvezza da Meteor,  l’apocalittica fine scelta da Sephiroth per il mondo.
Questo episodio in seguito spronerà Cloud nella lotta contro Sephiroth, verso cui ora nutre un grande desiderio di vendetta.

Clip video della morte di Aerith

La morte nei videogiochi può essere quindi utilizzata per dare un senso ad una vendetta, ma non’è certo l’unica via di utilizzo.

Vi porto quindi l’esempio di Emile, uno dei protagonisti di Valiant Hearts, gioco ambientato durante la Prima Guerra Mondiale e che consiglio a tutti di giocare viste le profonde riflessioni che il gioco vi porta a fare.

Emile, uno dei protagonisti di Valiant Hearts (2014)

Emile viene condannato dalla corte marziale alla fucilazione per l’involontaria uccisione di un ufficiale.
L’ultima lettera di Emile fa riflettere sul sacrificio dei soldati per il bene del proprio paese, quindi la morte può essere utilizzata anche come mezzo di riflessione sugli orrori che un conflitto può portare.

Vi lascio qua la clip della fucilazione di Emile.

Il finale di Valiant Hearts
Il Sacrario Militare Italiano di Redipuglia (GO)

“Anche se i loro corpi sono tornati da tempo alla polvere, il loro sacrificio è ancora vivo.
Dobbiamo onorare la loro memoria per non dimenticare.”
Cit. Emile di Valiant Hearts

Sono diverse le morti che ci sono nei videogiochi, ma una di quella che più mi ha colpito negli ultimi anni è stata quella di Chloe Price In Life is Strange.

Artwork di Chloe Price

Chloe Price è una delle protagoniste del gioco Life is Strange (2014), dove vivremo le avventure di Maxine Caulfield, fotografa in erba con il potere di riavvolgere il tempo e cambiare quindi il corso degli eventi.

Chloe e Maxine

Ad un certo punto ci si potrebbe trovare nella situazione in cui Maxine va a fare visita a Chloe, ma scopre che è rimasta vittima di un terribile incidente a seguito del quale si ritrova in carrozzina.

Chole Price dopo l’incidente

Le condizioni di vita di Chloe sono terrificanti, e lei chiede all’amica di darle una morte pietosa, in quanto non accetta più di vivere nel modo in cui si ritrova.

Il video della morte di Chloe Price

Il videogioco si dimostra quindi ancora una volta un fortissimo strumento di riflessione su uno dei temi bioetici che più sta infiammando gli animi negli ultimi anni, ovvero l’eutanasia.

Spesso le morti sono un qualcosa di improvviso, o che comunque non si va a cercare con cognizione di causa, ma alle volte capita che ci si possa sacrificare volontariamente, magari per il bene di qualche persona cara o per il bene di un’intera comunità.

Forse qualcuno di voi avrà già capito, ma voglio comunque parlarvene.

Dominic Santiago di Gears of War

Ad un certo punto di Gears of War 3 i protagonisti si ritrovano circondati dai nemici senza nessuna possibilità di scampo.
Dominic decide quindi di sacrificarsi lanciandosi con un autocisterna contro l’orda di nemici che stava sopraggiungendo, salvando così i suoi compagni da una fine certa, ma immolando la sua vita per farlo.

Il video della morte di Dominic Santiago

La morte di Dom (così come viene soprannominato nel gioco) ci fa riflettere sul fatto che alle volte si decide in maniera autonoma e coscienziosa di andare incontro alla morte, anche violenta, ma avendo almeno la consapevolezza che il gesto compiuto andrà a salvare qualcun’altro.

Chi assiste alla morte di qualcuno si sente impotente, perché ci si rende conto di non poterla evitare, di non poter fare nulla per rimandarla oppure evitare che essa arrivi.

Un esempio è la morte di Sarah, la figlia di Joel, in The Last of Us.

Joel insieme a sua figlia Sarah

Nelle prime fasi di gioco mentre Joel, sua figlia Sarah ed il fratello Tommy scappano dall’aggressione degli infetti.
Sarah viene mortalmente ferita da un soldato, e Joel può solo che assistere impotente alla morte della sua persona più cara, ovvero la figlia.

La morte di Sarah in The Last of Us (2013)

“Siamo tutti rassegnati alla morte; è alla vita che non arriviamo a rassegnarci.”
Cit. Graham Greene

Ancora di più potete quindi vedere (se mai ce ne fosse stato bisogno) che i videogiochi sono in grado di trasmettere qualsiasi tipo di emozione, comprese quelle legate alla morte, di qualsiasi tipo.

Sarebbero davvero molti gli esempi che si potrebbero fare: il Mario di turno che cade nel vuoto, l’eroe che non riesce a sconfiggere il drago e muore nel tentativo, il criminale di turno che uccide un personaggio…

Insomma, gli esempi sarebbero davvero moltissimi, ma ho voluto citarne alcuni che potessero far riflettere su alcuni aspetti che reputo davvero importanti e sui quali ne vale la pena soffermarsi.

Una tavola del fumetto Dylan Dog

Di solito lascio sempre una citazione famosa alla fine degli articoli di questo editoriale, ma stavolta voglio sorprendervi e vi lascerò quindi una poesia.

Si tratta de “La ballata della morte”, composta da Tiziano Sclavi, il creatore del personaggio di Dylan Dog.
È una poesia che esplora tutte le varianti della fine di tutte le cose, che vi invito a leggere con attenzione, e con la convinzione che si, anche i videogiochi possono essere utili strumenti di riflessione anche su argomenti simili.

Buona lettura a tutti voi <3

“LA BALLATA DELLA MORTE” – Tiziano Sclavi

Chi è colui così gagliardo e forte
che possa vivere senza poi morire
E da colei ch’è tutto, Madonna Morte,
l’anima sua possa far fuggire?
La Morte schifosa, la Morte lasciva!
La Morte! La Morte! La Morte che arriva!
La Morte, la Morte, dolcissima e amara,
la Morte che avanza nella notte chiara.
La Morte di pietra, la Morte di neve
la Morte che arriva con passo lieve.
La Morte che dona, la Morte che prende,
la Morte che ruba, la Morte che rende,
la Morte che passa, la Morte che sta,
la Morte che viene, la Morte che va.
La Morte che arriva con il suo dolore,
e avvolge ogni cosa con il suo fulgore.
La Morte regina senza scettro e corona,
La Morte! La Morte! La Morte in persona!
La Morte! La Morte! La Morte furiosa,
la Morte maligna, la Morte pietosa,
la Morte sicura, la Morte carogna,
la Morte che ha il muso di un topo di fogna.
Verrà la Morte e i tuoi occhi avrà
e la bellezza tua, vanità di vanità…
Verrà la Morte e porterà con sé
tutto il tuo impero, tutto, insieme a te…
Verrà la Morte e taglierà il legame
così sottile e forte, così bello e infame…
Verrà la Morte, sarà la tua coscienza,
è stata tua compagna in tutta l’esistenza…
Verrà la Morte, e a te che non sei niente
porgerà la mano, in mezzo all’altra gente…
…e tu sarai il primo, come vorrà la sorte,
a danzare con lei la danza della Morte!
La Morte bizzarra, la Morte normale,
la Morte che viene a lenire ogni male
la Morte che vive, la Vita che muore,
la Morte! La Morte! La Morte nel cuore!
La Morte ha danzato, la Morte civetta,
la Morte ti ha scelto, la Morte ti aspetta!
La Morte trionfante, la Morte gloriosa!
La Morte! La Morte! La Morte tua sposa!
Verrà la morte e a te che non sei niente
porgerà la mano, in mezzo all’altra gente…
…e tu sarai il primo, come vorrà la sorte,
a danzare con lei la danza della Morte!
Verrà la Morte, sarà la tua coscienza,
è stata tua compagna in tutta l’esistenza…
Verrà la Morte e taglierà il legame
così sottile e forte, così bello e infame!
La Morte che vive, la Vita che muore,
la Morte! La Morte! La Morte nel cuore!
La Morte! La Morte! La Morte furiosa!
La Morte trionfante! La Morte gloriosa!
La Morte bizzarra, la Morte normale,
la Morte che viene a lenire ogni male!
La Morte regina senza scettro e corona,
La Morte! La Morte! La Morte in persona!
La Morte, La Morte, dolcissima e amara,
la Morte che viene nella notte chiara.
La Morte schifosa, la Morte lasciva.
La Morte! La Morte! La Morte che arriva!
La Morte sicura, la Morte carogna,
La Morte che ha il muso di un topo di fogna.
La Morte ha danzato, la Morte tua sposa,
la Morte maligna, la Morte pietosa…