You don’t need a reason to help people.

Per chi non mastica l’inglese sappia che la traduzione è: Non hai bisogno di un motivo per aiutare gli altri.

È forse questo il principio di uno dei legami più forti che possano esistere all’interno delle relazioni umane, forse sotto certi aspetti anche più forte dell’amore stesso, un legame che ci spinge ad aiutare la gente senza per forza ricevere qualcosa in cambio se non la gratitudine e la riconoscenza dell’altra persona.

Sto parlando dell’amicizia, ovvero quel sentimento che lega e unisce con stima e reciproco affetto le persone.

Ecco da dove arriva la frase con la quale ho aperto l’editoriale (Final Fantasy IX)

Come avrete quindi capito voglio parlavi dell’amicizia legata al mondo dei videogiochi, di come queste opere troppo spesso vittime di pregiudizi sono invece un fortissimo strumento di socializzazione.

Come detto in altre puntate di questo editoriale, i videogiochi esprimono sentimenti, anche i più complessi.
È quindi normale che in svariate occasioni queste opere possano parlare e raccontare di questo sentimento.

Ma quali sono i casi più famosi di amicizia all’interno dei videogiochi?
Ma sopratutto, come possono i videogiochi unire invece che dividere?

Andiamo a vederlo insieme!

I fratelli Mario

Spero vivamente che abbiate riconosciuto i due individui qua sopra, perchè diversamente meritate di essere fustigati sulla pubblica piazza!

Sono i fratelli Mario, Mario e Luigi appunto!

In sociologia si insegna che la prima struttura dove l’essere umano socializza (di solito) è proprio la famiglia, dove è comune ritrovarsi quindi con fratelli e/o sorelle, più o meno grandi, che diventano importanti punti di riferimento per la nostra crescita.

I fratelli (o le sorelle) diventano confidenti, compagni di avventure, e magari anche di qualche litigio.
Diventano i nostri primi “amici” con i quali si instaura appunto quel legame di reciproca stima e affetto di cui abbiamo accennato prima.

Mario e Luigi

Mario e Luigi, nella loro semplicità, sono quindi un esempio lampante di quello che è per la maggior parte degli esseri umani il primo rapporto d’amicizia che possa esserci, ovvero quello tra fratelli e/o sorelle.

Il meme sopra probabilmente vi avrà fatto sorridere, ma mi serve come esempio di come si possa socializzare.

Vi riporto il mio esempio, un’esperienza personale quindi, ma che testimonia una volta di più come i videogiochi siano punto di unione e non di esclusione.

Ho iniziato a giocare sin da piccolo, e spesso passavo pomeriggi con i miei amichetti a giocare al parco sotto casa, oppure anche a casa con i videogiochi.

Attenzione, è vero che esiste la dipendenza da videogioco, ma ogni cosa in eccesso fa male, quindi qualsiasi passione si abbia bisogna dedicarle il giusto.

Insomma, i videogiochi possono essere quindi un punto d’incontro per i bambini (anche per gli adolescenti e gli adulti ovviamente), e può essere anche un mezzo per cementare i rapporti familiari.

Un altro esempio d’amicizia di cui vorrei parlarvi è quello tra Sonic e Tails, tra i più famosi personaggi creati da Sega.

Sonic e Tails

Sonic e Tails sono i protagonisti di Sonic 2 (gioco del 1992 per Sega Mega Drive), dove entrambi cercheranno di liberare gli animali del mondo di gioco dalla tirannia del Dott.Eggman.

Il Dott.Eggman

Anche qua, se andiamo a vedere la vicenda sotto una certa luce, ci viene mostrato un esempio di come dei veri amici dovrebbero comportarsi.

Sonic e Tails si uniscono per liberare i loro amici animali dalle grinfie di Eggman, così come alla volte gli amici si uniscono per aiutare qualcuno che subisce angherie di vario genere (avrete sicuramente sentito parlare del fenomeno del bullismo).

Nel caso di Sonic 2 i videogiochi ci portano quindi l’esempio che di fronte alle ingiustizie subite dai più deboli bisogna agire, smuoversi in prima persona oppure chiedere aiuto, ma serve comunque fare qualcosa, affinché valori come la giustizia e la libertà possano trionfare.

“Affinché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all’azione.”
Cit. Edmund Burke

Un altro esempio che vorrei riportarvi è l’amicizia tra due dei personaggi più famosi della storia dei fighting game, ovvero quella tra Ryu e Ken, personaggi della serie Street Fighter.

Ryu e Ken (Street Fighter IV – 2008)

Ryu e Ken sono due allievi del maestro Gouken.
Legati da un profondo legame d’amicizia e stima, spesso si sono scontrati a causa della loro voglia di voler prevalere nelle arti marziali, ma proprio perché legati da qualcosa di profondo e sincero, riuscivano a mettere subito da parte le incomprensioni e ripartire più uniti di prima.

Un esempio nella vita vera? Eccovelo subito!

Non venitemi a dire che non avete mai discusso con un vostro amico perché non vi credo.

Almeno una volta vi sarà capitato di dover affrontare, anche in modi bruschi, un disaccordo con una vostra conoscenza, ed anche qua vi voglio riportare un esempio personale.

Quando ero poco più che un bambino litigai con quello che all’epoca era il mio migliore amico.
Volarono botte, non ci parlammo per diversi giorni, ma la nostalgia dei bei momenti passati insieme ci portò a chiederci scusa reciprocamente, e ritornare ad essere più uniti di prima.

Vorrei qui citare una meravigliosa arte giapponese, quella del “kintsugi”.

Un esempio di pratica kintsugi

Kintsugi significa letteralmente “riparare con l’oro”, ed è una pratica giapponese che consiste nell’utilizzo di oro, argento liquido o lacca con polvere d’oro per la riparazione di oggetti in ceramica (in genere vasellame), usando il prezioso metallo per saldare assieme i frammenti.

La tecnica permette di ottenere degli oggetti preziosi sia dal punto di vista economico (per via della presenza di metalli preziosi) sia da quello artistico: ogni ceramica riparata presenta un diverso intreccio di linee dorate unico ed irripetibile per via della casualità con cui la ceramica può frantumarsi.

La pratica nasce dall’idea che dall’imperfezione e da una ferita possa nascere una forma ancora maggiore di perfezione estetica e interiore.

Un altro esempio di pratica kintsugi

Insomma, è vero che può capitare nella vita di litigare, e magari anche di prendere strade diverse rispetto alla persona con la quale si è discusso, ma prima cercate almeno di buttarci dell’oro sopra (e non una pietra come di solito), e magari vi renderete conto di essere diventati più forti di prima.

“Litigate pure, arrivate anche a tirarvi i piatti addosso, ma mai finire la giornata senza fare la pace.”
Cit. Papa Francesco

Gli esempi d’amicizia all’interno dei videogiochi sono davvero tanti, ma ce ne sta ancora qualcuno di cui vi vorrei parlare.

Nel 2016, dopo diversi anni di sviluppo, arrivò finalmente sugli scaffali dei negozi “The Last Guardian”, ultima opera (per il momento) di Fumito Ueda.

Artwork di The Last Guardian – 2016

La storia del gioco narra del rapporto che si viene a creare tra un ragazzino ed una creatura dalle fattezze bizzarre.
Nel corso degli eventi il protagonista stringerà un sincero sentimento d’affetto ed amicizia verso Trico (la creatura), affrontando insieme svariarti pericoli e prendendosi cura l’uno dell’altro in particolari frangenti, collaborando tra di loro per superare gli ostacoli.

Trailer di lancio di The Last Guardian
Fan art di The Last Guardian

Cosa possiamo trovare di simile nella realtà?
Per i pochi che ancora non ci sono arrivati ve lo spiego adesso.

I cani da soccorso

Prendo in questo caso ad esempio i cani da soccorso.
Abbiamo spesso visto in film, cartoni animati, fumetti, ma soprattutto nella realtà, il prezioso apporto che queste creature riescono a dare al genere umano, aiutando l’uomo a risolvere situazioni altrimenti impossibili da gestire.

La storia dell’amicizia tra uomo e cane (e non solo quest’ultimo) è millenaria, ma ancora adesso vediamo persone che non nutrono il benché minimo rispetto per queste creature e per gli animali in generale.

Il mondo è pieno (purtroppo) di persone che usano violenza contro gli animali, quegli stessi animali che invece salvano e aiutano concretamente delle vite.

Gli animali non possono chiedere aiuto come noi, vi invito quindi ad essere sensibili verso di loro, ad essere la loro voce per far valere i loro diritti, ad essere insomma i loro amici, e state tranquilli, è vero che avere un animale o prendersene cura è un impegno, ma è un impegno che vi ripagherà con tanto affetto e che vi aiuterà quando ne avrete bisogno.

“Proteggere gli animali contro la crudeltà degli uomini, dar loro da mangiare se hanno fame, da bere se hanno sete, correre in loro aiuto se estenuati da fatica o malattia. Questa è la più bella virtù del forte verso il debole.”
Cit. Giuseppe Garibaldi

Vorrei concludere con un ultimo esempio di come i videogiochi possano essere una volta di più un mezzo importante attraverso il quale far riflettere su questioni e sentimenti importanti.

Si dice sempre che il cuore sia la sede dei sentimenti umani, e qual è la serie videoludica per eccellenza che parla di cuore e amicizia?

Logo della serie Kingdom Hearts

La serie action rpg di Kingdom Hearts è nata nel 2002 (anno del primo episodio uscito su PlayStation 2) da una collaborazione tra Square Enix e Disney, ed ha fatto del sentimento dell’amicizia uno dei pilastri della sua trama.

Nel corso degli anni (quasi decenni ormai) la serie ha narrato del rapporto tra Sora, Kairi, Rikku, Paperino, Pippo e tantissimi altri personaggi.
Insieme si sono aiutati, scontrati, hanno collaborato per aiutare i più deboli e proteggere chi era vittima delle avversità, attraversando anche qualche piccolo problema di cuore (nato da un’amicizia che profuma d’amore, o almeno così dice una famosa sigla di un cartone animato).

Artwork di Kingdom Hearts

Insomma, hanno affrontato (e vissuto) tutte le sfumature che il sentimento dell’amicizia porta con se, e così come le hanno vissute loro, le ho vissute anch’io.

Quando uscì il primo Kingdom Hearts nel 2002 avevo poco più di 15 anni, e nel mio gruppo di amici eravamo tutti dei videogiocatori.
Come in ogni gruppo ci sono le più svariate personalità, e si vengono anche a creare i più svariati tipi di rapporti, tra chi ad esempio è il timido del gruppo (e indovinate chi era?), quello che viene considerato il più saggio, il più irruento e via dicendo.

Abbiamo vissuto esperienze incredibili, tra alcuni di noi non ci si vede da molti anni, ma resta un filo invisibile che ci lega tutti, quel qualcosa che, nonostante tutto, ci fa sentire sempre vicini, quel sentimento è la base di questo editoriale, e si, sto parlando proprio dell’amicizia.

“Io non ho bisogno di un’arma perché i miei amici sono il mio potere!”
Cit. Sora di Kingdom Hearts

Da sx a dx: Paperino, Sora e Pippo.

Devo dirvi la verità, vi ho detto una piccola bugia poco fa, perché devo scrivere un’ultima cosa prima di salutarvi.

Nel gruppo di amici che ho citato prima conobbi una persona, verso la quale provai un sentimento puro e sincero come l’amicizia, e che forse stava diventando qualcosa di più.

Passammo insieme diverse giornate a giocare proprio a Kingdom Hearts, gioco del quale lei si innamorò letteralmente , e che era spesso al centro dei nostri discorsi.

Il destino volle strapparmi questa persona per via di un incidente, ma di lei terrò sempre vivo il ricordo ogni volta che giocherò con un episodio della saga di Kingdom Hearts.

Ho voluto quindi sfruttare l’occasione dell’aver parlato dell’amicizia e di Kingdom Hearts per ricordare lei.
Spero solo che non sia stato un problema per voi.

Non essere triste, Roxas… Sono nata da te e Sora. Io sono te e allo stesso tempo sono anche Sora. Tu mi dimenticherai, ma i ricordi non svaniranno mai del tutto. I ricordi di noi due resteranno insieme per sempre, dentro di lui.
Cit. Xion di Kingdom Hearts

Ed eccoci qua, stavolta per davvero, alla conclusione di questo editoriale.

Spero che sia stata per voi un’occasione per riflettere su quanto anche l’amicizia possa essere raccontata anche tramite i videogiochi, su quanto possano essere strumento d’unione tra le persone, sia vicine che lontane; su quanto possano essere strumento d’esempio e su quanto ciò che si vede nei giochi spesso sia così vicino alla realtà.

“Tutte le grandezze di questo mondo non valgono un buon amico.”
Cit. Voltaire

Forse la canzone sul’amicizia più famosa (e bella che esista), “Amico è” di Dario Baldan Bembo.