Prima di continuare con la lettura di questo editoriale vi avviso, l’articolo potrebbe contenere SPOILER!!!

Ultimo avviso, quindi da questo punto in poi se continuerete non lamentatevi, uomo avvisato mezzo salvato!!!

L’amore è sicuramente il sentimento più descritto nella storia dell’uomo, è la forza più potente dell’universo, che spinge l’essere umano (e non solo) a compiere azioni pure e dolci per sentimento verso un altro essere.

Può un’opera come un videogioco (o meglio dire un’opera d’arte) trasmettere lo stesso sentimento, o quantomeno ispirare tutto ciò?

Secondo me si, e adesso ne parleremo insieme.

Che cos’è esattamente l’amore?

Il dizionario definisce l’amore come “dedizione appassionata ed esclusiva, istintiva ed intuitiva fra persone, volta ad assicurare reciproca felicità, o la soddisfazione sul piano sessuale: a. casto, platonico, sensuale; un a. appassionato, travolgente; desiderio, tormento d’amore”, per altri invece è l’insieme delle reazioni chimiche all’interno del cervello che poi riconduciamo al sentimento definito come amore.

Ma davvero possiamo definire qualcosa di così bello in una maniera così fredda, utilizzando soltanto delle parole?

L’amore è emozione, voglia di vivere (e di morire per esso anche), è gioia del vedere la propria persona speciale star bene, è sacrificio per un bene comune, rispetto per il proprio paese, desiderio di dare il meglio per la propria famiglia; è anche ciò che ci spinge a difendere i più deboli dall’oppressione e dalle ingiustizie o anche il dedicare la propria vita ad uno scopo quale lo sport o l’arte.

Tutti conosciamo (chi più chi meno) film, quadri, romanzi o qualsiasi altra forma d’arte dove si decanta l’amore, ma i preconcetti spesso ci fanno eliminare da questa selezione i videogiochi, troppo spesso vittime di pregiudizi ed associati solo a violenze di ogni genere.

Se siete qua siete sicuramente dei gamer, o almeno siete delle persone che si stanno approcciando a questo meraviglioso mondo, che come ogni altra opera dell’ingegno umano è contenitore di emozioni varie, compresa quella di cui stiamo parlando oggi.

Io sono nato nel 1987, ed i miei primi ricordi di gamer risalgono al 1991 su Amiga 2000, ed il primo ricordo dell’amore all’interno dei videogiochi è proprio quello di mio padre verso di me, che pur di vedermi felice mi riempiva di giochi (ma solo se ero stato bravo).

Dopo questa piccola parentesi personale (concedetemela, l’editoriale è mio e scrivo quello che mi pare ad un certo punto).

Il mio primo ricordo di amore e videogiochi comunque risale a Street Fighter 2, sempre su Amiga 2000 (i più tecnici di voi si ricorderanno che la versione Amiga era terribile, ma per me all’epoca era il gioco della vita).

Copertina della versione Amiga di Street Fighter 2

Uno dei personaggi che si potevano utilizzare in Street Fighter 2 era Ken, il compagno d’allenamento di Ryu.

Alla fine della modalità storia Ken trovava la sua Eliza e la sposava.
Quello fu il mio primo approccio in assoluto con il binomio “videogiochi – amore”, ma allora per me l’amore era qualcosa di sconosciuto o spiegato molto vagamente.

Il matrimonio tra Ken ed Eliza – Street Fighter 2

Un approccio più scanzonato e dolce verso l’amore lo ebbi con quello che per molti di noi fu il titolo che segnò l’inizio delle nostre vite da gamer. ovvero Super Mario Bros per NES.

Locandina di Super Mario Bros. per NES

Chi non conosce l’ormai leggendaria storia d’amore tra il baffuto idraulico italiano e la principessa Peach?

Mario affrontava svariati pericoli per arrivare a salvare la sua amata, e nonostante si sentì spesso dire la famosa frase “Sorry Mario but your princess is in another castle” Mario ripartiva alla ricerca della sua principessa, perché è così che si comporta un innamorato, non si arresta alle prime difficoltà, magari fallisce nel tentativo, ma l’amore lo spinge a mettere in pericolo la propria vita pur di raggiungere lo scopo.

Mario salva Peach nel finale di Super Mario Bros. 3 (da notare come la frase sopracitata sia stata oggetto di citazione da parte di Nintendo stessa)

Ovviamente questo è un amore puro e casto, nei giochi di Mario non si è mai visto un bacio appassionato tra Mario e Peach, ma come detto all’inizio parleremo dell’amore in ogni sua forma e modo, e adesso è arrivato il momento di parlare dell’amore per come tutti lo pensiamo.

La prima volta che vidi un bacio all’interno di un videogioco era il 2002 (so che ce ne sono stati altri prima, ma io parlo del primo che ho visto e compreso, e sulla mia Playstation 2 arrivò un titolo che non solo mi ha emozionato, ma che mi ha davvero cambiato la vita, ovvero Final Fantasy X.

Copertina di Final Fantasy X per Ps2

Colgo l’occasione per citare nello stesso momento un altro tipo d’amore, ma andiamo per gradi…

In Final Fantasy X assistiamo al viaggio di Tidus nell’accompagnare Yuna verso la battaglia contro la minaccia di Sin.
Nel corso dell’avventura Tidus incomincia ad innamorarsi di Yuna (che per me è la donna più bella della storia dei videogiochi, e non solo fisicamente), ed il loro amore esplode al bosco di Macalania in una splendida scena.

Final Fantasy X mi ha permesso di conoscere una persona cara che purtroppo mi ha lasciato troppo presto, al quale devo molto per i suoi consigli amorevoli, come quelli di una zia verso un nipote, ed è questo tipo d’amore che parlavo prima, ovvero quello di una zia verso il proprio nipote, anche se non è il suo, ma per il quale sacrifica parte del proprio tempo ad aiutarlo a diventare qualcosa di più grande.

Danke zia Ingrid <3

Come detto precedentemente esistono altri tipi d’amore, ma quali quindi?
Quali altri “amori” possiamo vedere all’interno dei videogiochi?

Voi non potevate saperlo, ma io sono figlio di un ufficiale dell’esercito, e sono stato cresciuto con ideali di amore e rispetto per la Patria.

In che tipo di giochi possiamo trovare sentimenti simili?

Ma è ovvio! nei giochi di guerra!

Fotogramma del film “Wargames” – 1983 (perdonatemi la citazione cinematografica ma amo questo film)

Dei giochi di guerra spesso abbiamo la sola concezione del solito “spara spara”, una schermata fredda dove il solo scopo è uccidere il nemico.

Premesso, odio la guerra, mio padre stesso mi ha insegnato che la guerra è solo un’inutile strage, ma spesso è in occasioni simili che gli esseri umani prendono decisioni come il sacrificare la propria vita per il bene dei propri compagni…… non è amore anche questo?

In questo caso voglio citare il finale di un gioco molto conosciuto, ovvero Battlefield 1.

Locandina di Battlefield 1

In Battlefield 1 ho potuto rivivere le esperienze di diversi fronti della Prima Guerra Mondiale (conosciuta anche come “Grande Guerra”).

Ho visto compagni sacrificarsi per i propri fratelli d’armi, ho visto eroismo ed amore sincero e puro per il proprio paese, ma soprattutto il messaggio finale è da brividi.

Nel messaggio finale del gioco infatti la voce narrante invita chi ascolta a riflettere su ciò che è accaduto, per evitare che simili atrocità possano ripetersi… non è un atto d’amore anche questo?

Vi lascio qua sotto il video in questione, e vi prego, ascoltatelo attentamente, è l’unica cosa che vi chiedo di fare.

Messaggio finale di Battlefield 1

L’amore può essere un mezzo di redenzione?

Forse si, ed i più acuti di voi avranno già capito di quale tipo d’amore e di quale gioco andremo a parlare adesso.

Locandina di The Last of Us

Tutti abbiamo avuto modo di giocare ed apprezzare le avventure di Joel, un padre che perde tragicamente la figlia durante le prime fasi di gioco e che cerca redenzione nel proteggere la piccola Ellie, ultimo barlume di speranza per l’umanità ormai in preda al panico per colpa di un’epidemia.

La scena della morte di Sarah in The Last of Us

Joel si ritrova dopo un evento così traumatico per un padre ad affrontare un viaggio insieme ad Ellie, verso la quale nel corso del tempo svilupperà un sincero “amore”, vedendola da semplice “merce da consegnare” a vera e propria figlia adottiva.

Vi lascio qua sotto quello che secondo me è il dialogo più significativo tra le due figure, e che fa capire una volta di più che anche nei videogiochi si può esprimere “quello che comunemente noi chiamiamo amore” (altra citazione, ma articolo mio parole mie, conoscete le regole).

Il dialogo al ranch tra Ellie e Joel

Ancora convinti che un videogioco non possa legare le persone? Che sia necessario il romanticismo per legare due persone affinché si possa sviluppare un sentimento?

Adesso voglio spezzare un altro pregiudizio al riguardo, anzi due.

Ken Shiro

L’avete riconosciuto?

Se si, bene, diversamente andate a confessarvi.

A parte gli scherzi, Ken Shiro è uno dei personaggi più famosi nella storia dell’animazione giapponese, protagonista di svariati manga, anime, film ed anche videogiochi.

Il più delle volte colleghiamo questo personaggio ad una violenza estrema, dove il sangue regna sovrano.

A chi pensa questo vorrei dirvi che vi sbagliate per l’ennesima volta!

In Ken Shiro assistiamo a svariati dialoghi in cui si parla che è importante fare del bene, vivere una vita umile ed al servizio della comunità, si vedono scene di sacrificio per salvare (o tentare di farlo) qualcuno, e basta per un attimo “distrarsi” dalla violenza e concentrarsi sui dialoghi.

In Ken Shiro possiamo vedere anche un tipo di amore “malato e distruttivo”, come quello che prova Shin verso Julia, o quello puro e sincero di Ken verso quest’ultima; ma vediamo anche dialoghi tra fratelli densi di saggezza e rispetto nonostante le strade del destino li abbiano divisi.

Shin e Julia
Da sx a dx: Toki, Ken e Raoul

A testimonianza di questo vi invito ad ascoltare una delle sigle di chiusura (ah, bei tempi quando i cartoni avevano due sigle) dell’anime dove si può evincere la profondità di tali sentimenti.

Il tema d’amore di Ken Shiro

Vi ho portato esempi “virtuali”, dimostrazioni prese da un qualcosa che non è la realtà, quindi come ultimo esempio voglio portarvene uno vero e reale, il mio.

Ecco la faccia di chi vi sta annoiando da svariati minuti

Come avrete capito i videogiochi sono la grande passione della mia vita.

Tramite essi ho conosciuto persone ed amori anche (andati più o meno bene), ma a tutti ho dato amore.
A chi una parola di conforto, a chi un complimento, a chi un bacio, insomma, ad ognuna di queste persone ho dato un pezzo del mio cuore e ne ho ricevuto uno in cambio.

Ho quindi dato e ricevuto anche tramite essi amore, quindi si, tramite i videogiochi è possibile vivere l’amore!!!

Love and videogames

L’amore può nascere in svariati modi, ma spero che dopo la lettura (e l’ascolto) di questo articolo possiate vedere i videogiochi sotto un aspetto diverso dal solito.

Ho scritto questo articolo con mille difficoltà, perché da qualche settimana ho riacceso l’amore nel cuore verso un’altra persona, e se a questo aggiungiamo le difficoltà della vita capirete che trattare un simile argomento non è stato per nulla facile.

Credo che questo articolo sia il più difficile che abbia mai scritto nella mia umile carriera, quindi non prendetevela se ho commesso qualche errore, ma anzi spero che possiate apprezzare la sincerità, visto che emozioni tali meritano di essere trattati in questo modo.

Voglio dedicare questo articolo a chiunque in questo momento abbia amore nel suo cuore, ma permettetemi di avere un pensiero particolare per alcune persone:

Ai miei genitori (la mia prima fonte d’amore)
A mio fratello (con cui spero un giorno di poter ritornare a videogiocare, anche per scherzo)
Alla mia maestra delle elementari (se non ho commesso “orrori” di ortografia è merito suo)
Ai miei amori passati (ho imparato anche da loro)
Alla mia zia Ingrid (un giorno torneremo a rigiocare insieme)
Alla mia migliore amica Nicole (le tue critiche costruttive sono un atto d’amore meraviglioso)
A Marco e Krys (avete riacceso in me l’amore dello scrivere dei videogiochi)

Grazie a tutti di cuore, e grazie a voi per la pazienza, vi auguro una vita felice, piena di amore (e magari anche di videogiochi).

Vi voglio bene <3

[DaN]

“Un cuore è una ricchezza che non si vende e non si compra, si dona.”
Cit. Gustave Flaubert